23 gennaio 2018

"Libri Parlanti": come organizzare una lettura ad alta voce con laboratorio per bambini | Tema: diversità e bullismo

Come abbiamo affrontato il tema della diversità e del bullismo attraverso i libri per bambini per poi farne un bel laboratorio.

Ora ve lo racconto...

Lettura ad alta voce Libri ParlantiDomenica è stato finalmente il giorno dell'evento. E quale evento!

Dopo il primo tentativo (andanto a buon fine) di lettura ad alta voce dello scorso settembre, questa volta assieme all'Associazione Culturale Ingranaggio del mio paese (nella provincia di Verona) abbiamo creato un nuovo appuntamento, anzi, un vero e proprio progetto (continuativo) di Lettura ad Alta Voce di libri per bambini con tanto di laboratorio.

Il progetto, l'abbiamo chiamato "Libri Parlanti": facile capirne il motivo.
Come dice il mio cucciolo: "Tu, mamma, leggi i libri ma è come se fossero loro a parlare!"
Proprio così. Presto la voce ai bellissimi libri per bambini che, con i loro colori, le frasi in rima, le storie semplici ma profonde, riescono ad affrontare o, ancor meglio, a presentare ad un pubblico piccolo ma esigente, dei temi importanti, attuali, a volte complicati per gli stessi adulti.

Volete sapere cosa abbiamo letto ieri?


Nell'appuntamento di ieri abbiamo voluto affrontare il tema della diversità, dell'accoglienza e del rispetto della diversità, e il tema correlato del bullismo.
Sono dei temi molto importanti che i bambini si ritrovano a dover affrontare già da piccolissimi.

A chi era rivolto questo primo appuntamento?


Abbiamo voluto proporre questo evento ai bambini prossimi all'entrata nel mondo della scuola primaria fino ai più grandicelli di seconda elementare.

Ma vediamo un po' più da vicino com'è andata la giornata della lettura con i Libri Parlanti...


Ben 25 bambini erano lì, seduti a terra, su quelle coperte preparate per loro perchè stessero comodi comodi ad ascoltarmi.
Ho così inziato il nostro incontro, con tanta emozione in corpo, presentando loro il primo dei miei 3 piccoli amici: Antonino.

Il pentolino di AntoninoAntonino è il protagonista de "Il pentolino di Antonino", un albo illustrato di Isabelle Carrier della Kite Edizioni.
E' un libro che adoro, molto profondo, di cui ho parlato tempo fa (se vuoi leggerne la recensione, la trovi qui --> Il pentolino di Antonino), per certi versi anche un po' difficile per i bambini da comprendere a fondo.
Difficile a mio avviso è capire ciò che sta dietro al pentolino, questo utensile da cucina che Antonino si porta dietro per tutta la storia, per tutta la vita.
Ma non sottovalutiamo la capacità dei bambini di cogliere l'essenziale, ossia il fatto che il pentolino è una "difficoltà", tutto qui, una difficoltà che però rende triste Antonino, gli complica la vita e lo rende "diverso" agli occhi degli altri.
Fino a quando non incontra qualcuno, una signora, che gli mostra di avere anche lei un pentolino.

Bellissimo è stato l' "oooh" collettivo, la reazione di stupore dei bambini che si sono avvicinati per vedere il piccolo pentolino che la signora aveva in tasca.

La "diversità": che parola strana. Perchè poi è chiaro che uno si chieda: "Ma diverso da chi? Da che cosa?" e la risposta sia ancora più difficile della domanda.
Orecchie di farfallaMa i bambini sanno essere più diretti e spontanei di noi adulti e sentire un bimbo di 5 anni dire: "Ma noi nasciamo tutti diversi" ci ha portati dritti dritti al secondo libro.

E' stato così il momento della presentazione di Mara, la protagonista di "Orecchie di farfalla", anche lei entrata nel vortice della diversità e presa in giro dai coetanei (se vuoi dare un'occhiata alla nostra recensione clicca qui --> Orecchie di farfalla)
Abbiamo così introdotto accanto al tema della diversità quello del bullismo, nella forma tipica di questa età: quella della presa in giro per i vestiti, la cartella non alla moda, l'aspetto fisico.

Questo bellissimo albo illustrato della casa editrice spagnola Kalandraka prende in esame dei comportamenti tipici già dell'età dei miei piccoli ascoltatori: l'aspetto fisico, l'essere eccessivamente alti oppure bassi o grassottelli, o qualsiasi particolarità che possa diventare un pretesto per prendersi in giro.
Marilena la balenaMara ha imparato, con l'aiuto di una mamma sensibile ed attenta agli stati d'animo della figlia, a cogliere il lato positivo di ciò che gli altri deridono, ci ha dimostato che con grazia ed educazione ci si può ribellare e ci ha insegnato che a volte basta anche un semplice e deciso "E chi se ne importa!".

Il passaggio al terzo libro era ora più facile.
Presentata Marilena, la mia terza amica, è stato facile capire che non ci saremmo spostati dal tema della diversità e del bullismo.
"Marilena la balena" è un albo illustrato della Terre di Mezzo Editore e narra la storia di Marilena, una bambina che viene presa in giro per il suo aspetto fisico tanto da far vacillare la sua autostima.

Sarà l'istruttore che le farà capire che "volere é potere", che tutto sta nel crederci, nel provare e riprovare; che, come per Mara, il segreto sta nel vedere il bicchiere "mezzo pieno" e trovare quindi il lato positivo di ciò che per altri è motivo di beffa.
E alla fine Marilena si prenderà la sua bella rivincita.


E il laboratorio?

Laboratorio di lettura

A questo punto abbiamo iniziato il laboratorio vero e proprio.
Dopo aver capito che ciascuno di noi è diverso dagli altri ed è questa diversità che ci rende noi stessi, mi manca la presentazione degli ultimi amici, questa volta disegnati: Claudio e Tom, un rotolino alto ed uno basso; Nick e John, un rotolino magro e l'altro più rotondo.
Ed infine c'è la famosissima Peppa Pig e i suoi amici: un esempio lampante sotto gli occhi di tutti di come una maialina abbia sempre avuto amici "diversi" da lei: una pecora, una zebra, un elefante, un pony, un coniglio, una volpe, un cane e addirittura una maestra gazzella.

Passiamo così al tavolo da lavoro: 25 rotolini della carta igienica attendevano questi bambini per essere personalizzati e diventare dei "mini-me".
Il pentolino di AntoninoHo visto bambini entusiasti di creare, attaccare capelli neri, marroni, pezzi di stoffa a mo' di vestitini, chi addirittura si è visto da grande con i baffi.

In conclusione della bellissima giornata ho regalato ai miei piccoli lettori un piccolo Antonino-calamita da portare a casa assieme al loro rotolino affiinché si ricordino di questo nostro viaggio nel mondo della diversità e del rispetto.


2 commenti:

  1. Ma che cosa bella quella di leggere ai bambini. Non sapevo che l'avessi già fatto a settembre. Uffa, devo essermelo persa! Credevo fosse la prima volta. Gli argomenti che hai scelto sono molto interessanti. Se ne deve parlare il più possibile coi bimbi. E poi l'osservazione di tuo figlio coglie nel segno.w voi!

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    1. Ciao Katy. In effetti a settembre avevo provato ad organizzare un momento di lettura e laboratorio tutto da sola e non avendo spazi (se non la casa), avevo scelto il parco giochi come luogo di incontro.
      Era stato un primo tentativo, per sondare il terreno e, anche per me, per capire un po' come fare.
      Quello di questa volta è stato invece un evento che ho creato con il supporto dell'associazione culturale del paese che mi ha messo a disposizione la sala del circolo e mi ha dato una mano nella gestione dei bambini durante il laboratorio.
      Mi piacerebbe che nelle scuole primarie ed anche nelle scuole dell'infanzia si parlasse di più di bullismo e di diversità.
      Non ho mai sopportato la "presa in giro" e, purtroppo, di questi comportamenti sbagliati ne vedo tanti e non solo da parte di bambini o ragazzi.
      C'è un atteggiamento sbagliato, una superficialità (anche da parte di adulti), una mancanza di sensibilità, di tatto, di rispetto per il prossimo.
      E non è né bello né giusto.
      Il bello dei libri per bambini è che trattano tantissimi temi, molto importanti, molto profondi, che fanno riflettere ed aiutano a crescere.
      Spero, con questi laboratori, di lasciare ai bambini un bel ricordo delle letture...e ai grandi uno spunto di riflessione.
      Grazie per essere passata da qui.

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