17 aprile 2017

Due storie sui...cappelli

Questo non è il mio cappello e Voglio il mio cappello: lo stesso tema da due punti di vista diversi

Invece che alla ricerca di Nemo, qui siamo alla ricerca del cappello perduto.

E' stata una sorpresa e una fatalità, ritrovarci, senza nemmeno saperlo, con due libri da leggere che parlano dello stesso oggetto: un cappello!
Al ché ci siamo chiesti: "Ma cos'è questa mania di scrivere sui cappelli? E' una cosa che piace così tanto ai bambini?"
E poi scopriamo che non solo entrambi i libri parlano di un cappello, ma sono scritti dallo stesso autore.

E allora ve li presento tutti e due: "Questo non è il mio cappello" e "Voglio il mio cappello!".

Il primo libro, "Questo non è il mio cappello" narra la storia di un pesciolino che ha rubato il cappello a un pescione.
Lo so...vi sarete già soffermati sulla parola "rubato" pensando che non siete sicuri che sia un concetto adatto per bambini.

Beh...qualche pagina più avanti sarà proprio il pesciolino a spiegare al piccolo lettore che rubare è sbagliato ma, ahimé, pesciolino ha deciso di tenerlo lo stesso convinto che il pescione non se ne accorgerà; che, anche se fosse, non scoprirà che è stato lui e che, anche se fosse, non riuscirà a scoprire dov'è andato a nascondersi.

Ma il piccolo pesciolino non immagina invece che il pescione sa proprio tutto: chi gli ha rubato il cappello e dov'è diretto. E così lo insegue.
Giunto dove le alghe sono alte (e il lettore non può più veder nulla), anche il pescione vi entra e...se ne esce con il suo cappello in testa.

Che fine ha fatto il pesciolino?
La fine viene lasciata all'immaginazione del piccolo lettore che può così dare la propria versione finale.
La versione di mio figlio: il pescione è entrato nel nascondiglio, gli ha chiesto con cortesia di riavere il cappello e se n'è andato.

Morale: non solo non si ruba, ma per ogni azione cattiva c'è una conseguenza!

E dell'altro libro che diciamo?
Facile capire che anche nel secondo libro, "Voglio il mio cappello!" l'oggetto di tante ricerche è di nuovo un cappello.
Questa volta però è un orso a cercarlo.
Orso parte alla ricerca del suo cappello e lungo la strada incontra una serie di animali ai quali chiede se hanno visto il suo cappello.

L'orso ha uno sguardo quasi fisso nel vuoto, sembra un robot che ripete a tutti la stessa cosa.
Al coniglio che, badate bene, ha in testa un cappello rosso, chiede, come agli altri, se ha visto il suo cappello.
Non si accorge di altro e, in seguito alla risposta negativa, prosegue con la sua ricerca.
Incontra così una tartaruga, un serpente, finchè, stanco, si sdraia a riposare e, pensa che ti ripensa...un flash...un déjà vu...ricorda di aver visto il suo cappello durante questo cammino.
Ma certo...ce l'aveva....

...e anche qui...per il piccolo ladruncolo non c'è scampo: l'orso si riprende il cappello e al piccolo lettore chiediamo come finisce, per lui, la storia.
Morale? Beh...non poteva che essere la stessa della storia precedente, no?

"Questo non è il mio cappello" - Jon Klassen - Zoolibri - 2013
"Voglio il mio cappello!" - Jon Klassen - Zoolibri - 2016

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6 commenti:

  1. Non li conosco, ma sembrano proprio carini. Ma, d'altronde, Zoolibri è abbastanza una certezza :)

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    1. In effetti i libri di Zoolibri sono molto belli. Le storie di questi libri sono corte, per nulla impegnative e pertanto adatte anche ai più piccoli. A mio figlio di 6 anni, piace ancora. Ed io li trovo particolari. Con la storia dell'orso mi piace per esempio usare una voce da....orso assonnato e quasi robotico.
      Diciamo che stimola anche la fantasia dei grandi :-) :-)

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  2. Non lo conscevo questo autore :) Le storie per bambini fanno tornare bimba anche me, forse è per questo che mi piaciono tanto :)

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    1. Ti dirò la verità che preferisco di gran lunga i libri per bambini. Ci trovo sempre qualcosa che faccia riflettere, emozionare, sognare....

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  3. Ottimo suggerimento. Non li conoscevo

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